13 anni di confusione e solitudine

All’inizio pensi sia solo un periodo.
Poi diventano mesi.
Poi anni.

Tredici.

Tredici anni in cui il dolore non aveva un volto chiaro,
ma ne aveva troppi intorno a me.

Nessuno più ti comprende.
E lentamente smettono anche di provarci.

Le parole si fanno più rare.
Gli inviti diminuiscono.
Gli sguardi cambiano.

E senza accorgertene sviluppi una fobia verso le persone.
Non perché le odi.
Ma perché ti senti costantemente fuori posto.

Ogni incontro diventa fatica.
Ogni spiegazione, un esame.
Ogni giudizio, una condanna silenziosa.

Così inizi a evitare.
Poi a isolarti.
Poi a chiuderti del tutto.

E mentre fuori il mondo continua,
dentro qualcosa si spegne.

Perdi la volontà di andare avanti.
Senza speranze.
Senza sostegni.
Senza futuro.

Ti senti vuota.
Più che mai.

Non è solo il dolore fisico.
È la sensazione di non avere più un posto nel mondo.

E tredici anni possono insegnarti a sopravvivere.
Ma non a vivere.