L’anima bambina che non ha mai imparato a guarire

Ho sempre pensato di essere qualcuno fuori dal comune.
Diversa.
Sbagliata.

Troppo sensibile.
Troppo intensa.
Troppo.

Presto ho imparato a trattenere le emozioni.
A non disturbare.
A non pesare.

Ho imparato che il dolore era parte della mia vita.
Un dolore che faceva più male all’anima che al corpo.

Così, lentamente,
ho iniziato a costruire distanza.

Non potevo rischiare.
Potevo fidarmi solo del mio istinto.

E se qualcuno si avvicina,
ancora oggi,
io lo respingo prima che possa ferirmi.

Vorrei chiedere aiuto.
Vorrei credere in un abbraccio sincero.
Vorrei fidarmi senza sentirmi in pericolo.

Ma la corazza che indosso da troppo tempo
non sa più distinguere
tra protezione e prigione.

Mi difende.
E mi isola.

Ho vissuto come se fossi già morta dentro.
E adesso non so più come si fa a vivere davvero.

C’è una voce nella mia testa,
nel mio cuore,
che continua a sussurrare che sono sbagliata.

Non ho autostima.
Non ho certezze.

Fingo di averle.
Fingo di stare bene.
Fingo di essere forte.

Da sempre.

Ma dentro
sono rimasta una bambina
che non ha avuto il tempo di capire chi fosse
prima di dover imparare a resistere.

Sono andata avanti per inerzia.
Un passo dopo l’altro.
Senza sapere dove stessi andando.

E a un certo punto
mi sono accorta
di non sapere più
chi ero.